TUTTO PER IL CODICE A BARRE! 

Madstore, tutto per il codice a barre!

Indicod OpenLab Novembre 2011

mercoledì 9 novembre 2011 10.29.45 Europe/Paris

MadLab è presente all'evento Indicod OpenLab del 9-10 Novembre 2011 a Peschiera Borromeo.

Due giorni per scoprire le ultime novità su:

  • Tecnologie e prodotti auto-id dei principali Vendors come Datalogic, Honeywell, Intermec, Lxe, Motorola, Zebra ed altri.
  • Gli standard GS1 e le tecnologie RFId e Barcode 1 e 2D
  • Applicazioni pratiche e casi concreti realizzati presso aziende italiane da un gruppo selezionato di solution providers specializzati.


Il giorno 9 e 10 Novembre, il Lab di Indicod-Ecr resterà aperto per permettere l'accesso libero dalle ore 9:30 alle ore 18:00.Durante la giornata si sussegguiranno interventi e dimostrazioni di tecnologie dedicate alla tracciabilità da parte di aziende leader del settore auto-id. Potrai assistere agli interventi in aula e/o vistare lo spazio espositivo del Lab con la possibilità di provare le soluzioni e richiedere ulteriori informazioni e/o consulenza.

9 NOVEMBRE

Ore 09.30 - Registrazione dei partecipanti e caffe' di benvenuto
ore 10.00 - Introduzione - Andrea Gambetti - ScanSource Europe
ore 10.15 - Tracciabilità: gli standard globali e le tecnologie abilitanti - Pierluigi Montanari - Indicod-Ecr e Giovanni Miragliotta - Politecnico di Milano
ore 10.45 - Store Excelsior: Il caso Gruppo Coin - Lexter Italia
ore 11.15 - Orizzonti e playground innovativi nelle applicazioni RFId - HiPro Solutions
ore 11.45 - Integrazione tecnologia vocale/barcode nel magazzino fresco/freschissimo GDO - SYStech
ore 12.15 - Tentata vendita e gestione delle consegne - MIT
Ore 12.45 - Pausa Pranzo
Ore 14.30 - MAD in Suisse: la soluzione logistica di Kunzi spa (distributore Victorinox) - MadLab
Ore 15.00 - L'innovazione di processo tramite l'RFId - Idlog
Ore 15.30 - Soluzione logistica per il catering - GEP Informatica
Ore 16.00 - Soluzione wireless integrata Wlan-Wwan - Barware
Ore 16.30 - TTS - Track & Tracing Spedizioni: la consegna certificata - INCAS
Ore 17.00 - Monitoraggio produzione e tracking system in tempo reale - CSproject
Ore 17.30 - Dimostrazione pratica delle ultime novità Datalogic, Honeywell, LXE, Motorola - ScanSource

10 NOVEMBRE

ore 09.30 - Registrazione dei partecipanti e caffe' di benvenuto
ore 10.00 - Introduzione - Andrea Gambetti - ScanSource Europe
ore 10.15 - Tracciabilità: gli standard globali e le tecnologie abilitanti - Pierluigi Montanari - Indicod-Ecr e Giovanni Miragliotta - Politecnico di Milano
ore 10.45 - Soluzione movimentazione merce e tracking system per trasportatori e logistici - GEP Informatica
ore 11.15 - TTS - Track & Tracing Spedizioni: la consegna certificata - INCAS
ore 11.45 - Future Mobile: gestione automatizzata della manutenzione impianti - AZETA
ore 12.15 - Soluzione wireless integrata Wlan-Wwan - Barware
ore 12.45 - Pausa Pranzo
ore 14.30 - Orizzonti e playground innovativi nelle applicazioni RFId - HiPro Solutions
ore 15.00 - Integrazione tecnologia vocale/barcode nel magazzino fresco/freschissimo GDO - SYStech
ore 15.30 - Tentata vendita e gestione delle consegne - MIT
ore 16.00 - L'innovazione di processo tramite l'RFId - Idlog
ore 16.30 - Store Excelsior: Il caso Gruppo Coin - Lexter Italia
ore 17:00 - MAD in Italy: la soluzione logistica di Concorde spa (distributore telefoni Motorola/Google) - MadLab
ore 17.30 - Dimostrazione pratica delle ultime novità Intermec e Zebra - ScanSource

Postato in News da Michele Ferracin

Dennis Ritchie, 1941-2011

mercoledì 12 ottobre 2011 15.44.19 Europe/Paris

Addio Dennis Ritchie, padre di Unix e del linguaggio C.

È deceduto Dennis Ritchie, uomo a cui il mondo dell'informatica deve molto. Abbiamo tutti un debito di riconoscenza con uomo che ha partecipato allo sviluppo di tecnologie fondamentali come Unix e il linguaggio C. Dennis Ritchie, padre del linguaggio di programmazione C e tra le figure cardine, insieme a Ken Thompson, dello sviluppo di Unix, è spirato all'età di 70 anni. Un altro pezzo da novanta del panorama informatico ci ha lasciato, dopo una lunga malattia. Noi lo piangiamo, come abbiamo fatto con Steve Jobs. Due persone diversissime, ma accomunate da un sogno che hanno trasformato in realtà. Il loro impatto può essere valutato in modi differenti a seconda di come la si pensi, ma per conto nostro rimangono due figure a cui dobbiamo tanto. Le parole "C" e "Unix" dicono tutto del Ritchie informatico e genio assoluto. Entrato nei Bell Labs nel 1967, Dennis ha inventato il linguaggio di programmazione B, fino ad arrivare al sistema operativo Unix, scritto in linguaggio macchina, nel 1971. Nel 1973 Ritchie e Thompson hanno riscritto Unix in linguaggio C, pubblicando il kernel lo stesso anno. Un lavoro per cui tutti dobbiamo ringraziarlo, soprattutto perché è stato fondamentale per lo sviluppo di altre innovazioni come Linux e BSD. Ritchie ha inoltre gettato le basi per C++ e Java. Un genio moderno che ha lavorato nell'ombra. Forse nel nostro paese in pochi lo conoscevano, ma il suo valore è stato riconosciuto in patria nel 1983, quando lui e Ken Thompson hanno ricevuto il Premio Turing. Nel 1998 è stato addirittura premiato con una medaglia dall'allora presidente Bill Clinton.

Davanti a una persona così, giù il cappello e un minuto di silenzio. Ciao Dennis!

Postato in News da Andrea Petoletti

Steve Jobs, 1955-2011

giovedì 6 ottobre 2011 10.53.27 Europe/Paris

Steve Jobs 1955-2011 Apple ha perso un genio visionario e creativo, e il mondo ha perso una persona straordinaria. Chi di noi ha avuto la fortuna di conoscere Steve e lavorare con lui ha perso un amico, una guida, ma fonte d’ ispirazione. Steve lascia un’ azienda che solo lui avrebbe potuto costruire, e il suo spirito resterà per sempre lo spirito di Apple.

 

Bill Gates’ Statement (http://www.thegatesnotes.com/Personal/Steve-Jobs)

I’m truly saddened to learn of Steve Jobs’ death. Melinda and I extend our sincere condolences to his family and friends, and to everyone Steve has touched through his work.

Steve and I first met nearly 30 years ago, and have been colleagues, competitors and friends over the course of more than half our lives.

The world rarely sees someone who has had the profound impact Steve has had, the effects of which will be felt for many generations to come.

For those of us lucky enough to get to work with him, it’s been an insanely great honor. 

I will miss Steve immensely.

 

Paul G. Allen released this statement on the passing of Steve Jobs:

My condolences to Steve Jobs’ family and friends. We’ve lost a unique tech pioneer and auteur who knew how to make amazingly great products. Steve fought a long battle against tough odds in a very brave way. He kept doing amazing things in the face of all that adversity. As someone who has had his own medical challenges, I couldn’t help but be encouraged by how he persevered.

Postato in News da Andrea Petoletti

MadStore si rinnova!

lunedì 3 ottobre 2011 12.03.33 Europe/Paris

MadStore si rinnova!

MadLab è lieta di comunicare il lancio online del nuovo MadStore: l’e-commerce secondo MadLab!

Una veste grafica completamente nuova, ulteriori funzionalità di ricerca, ancora più dettagli sui prodotti per trovare quello più adatto alle vostre esigenze in meno tempo.
Un catalogo ampliato in continua crescita con gli articoli più recenti dei maggiori produttori sul mercato, tempi di consegna ridotti, contratti di assistenza e molto altro ancora.

MadOff, il reparto grandi risaprmi di MadStore. Costantemente aggiornato con proposte di usato garantito, svendite di fine serie e occasioni da cogliere al volo per un risparmio assicurato senza rinunciare alla sicurezza nell'acquisto.

Modalità di pagamento potenziate tramite partnership con il leader dei pagamenti: PayPal.

Tramite MadStore si può contattare in qualunque momento un consulente per essere guidati nell'acquisto di un qualsiasi prodotto e in particolare per quegli articoli che richiedono conoscenze specifiche o configurazioni personalizzate.

I servizi di spedizione di MadStore sono flessibili ed efficienti: dalla spedizione diretta dalla casa madre produttrice, al servizio di consegna anonima.

MadStore, tutto per il codice a barre!

Visita: www.madstore.it

Postato in News da Andrea Petoletti

Il ringraziamento a MadStore di Google, in un video.

mercoledì 15 dicembre 2010 15.03.12 Europe/Paris

Esattamente dieci anni fa, un piccolo team inserì la frase "Pubblica qui il tuo annuncio" accanto ai nostri risultati di ricerca.

Pochi minuti più tardi, il primo cliente AdWords pubblicò un annuncio sulla vendita per corrispondenza di aragoste vive.

Dieci anni e miliardi di annunci più tardi, desideriamo festeggiare il decimo compleanno di AdWords ringraziandola di averci scelto per la sua pubblicità.

Ci auguriamo che apprezzi questo piccolo segno della nostra riconoscenza: un video personalizzato tutto per lei:
Video: http://www.youtube.com/adwords10?x=346591087b804c58a95b55b3c671b1fb

Grazie. Le auguriamo di realizzare tutti i suoi obiettivi dei prossimi dieci anni.

Il team di Google AdWords

Corso Europa 2, 20122 Milano
Le abbiamo inviato questo omaggio perché ha promosso http://www.madstore.it con AdWords negli ultimi sei mesi.

Postato in News da Andrea Petoletti

Informazioni alla Clientela

lunedì 13 dicembre 2010 16.00.26 Europe/Paris

MadLab, MadStore ed i relativi staff, in occasione della pausa Natalizia, desiderano informarvi che i ns uffici, magazzino e reparto di assistenza tecnica rimarranno chiusi dal 31/12/2010 al 07/01/2011 compresi.

Auguri di Buon Natale e Prosperoso 2011!!!


...... ci trovi anche su Facebook!!!!!

Postato in News da Andrea Petoletti

Nuovo terminale Dolphin 6500 Honeywell

giovedì 11 marzo 2010 10.20.42 Europe/Paris

Nuovo terminale Dolphin 6500

Honeywell annuncia il nuovo Computer Portatile che arricchisce la famiglia dei terminali Dolphin 6000 Series.

Il Nuovo Dolphin 6500® 6500 Honeywell è un computer portatile leggero e versatile con funzioni avanzate di raccolta dei dati e comunicazioni wireless in tempo reale per applicazioni on-premise in ambienti di vendita al dettaglio, supermercati e supply chain di industria leggera. Opzioni multiple di tastiera: i 28 tasti numerici e i 52 tasti alfanumerici rispondono alle esigenze di svariate applicazioni e consentono di adattare il dispositivo alle preferenze dell'utente.

Descrizione:

Dolphin® 6500 Honeywell è un computer portatile leggero e versatile con funzioni avanzate di raccolta dei dati e comunicazioni wireless in tempo reale per applicazioni on-premise in ambienti di vendita al dettaglio e supply chain di industria leggera.
La connettività wireless integrata 802.11b/g garantisce all’utente accesso ai dati critici relativi all’intera azienda, mentre la connettività Bluetooth® favorisce effi caci connessioni wireless alle periferiche. Gli avanzati protocolli di sicurezza forniscono inoltre elevata precisione e sicurezza dei dati.
La sua forma ergonomica è caratterizzata da una tastiera rastremata che si adatta perfettamente all’impugnatura di qualsiasi utente. Il touch screen a colori di grandi dimensioni consente di visualizzare più applicazioni contemporaneamente, offrendo una migliore esperienza dell’utente in applicazioni grafi che sviluppate per schermo tattile. Opzioni multiple di tastiera: i 28 tasti numerici e i 52 tasti alfanumerici rispondono alle varie esigenze delle applicazioni e alle preferenze dell’utente.

Postato in News da Andrea Petoletti

Psion lancia il nuovo Workabout Pro 3, il dispositivo più veloce e modulare del mercato

La versione più recente del dispositivo mobile, presentato da Psion come la nuova soluzione per le aziende, diventa il punto di riferimento per il nuovo sviluppo collaborativo del mobile computing

Postato in News da Andrea Petoletti

Honeywell presenta il PDA industriale Dolphin 9700

lunedì 15 febbraio 2010 23.05.39 Europe/Paris

Honeywell annuncia la disponibilità di Dolphin® 9700, un nuovo PDA robusto e affidabile, indicato alle aziende specializzate nella consegna di pacchi, nelle applicazioni di route accounting, nei servizi sul campo e nelle applicazioni sanitarie nei punti di assistenza.

Caratterizzato da un design lineare, il terminale vanta capacità di raccolta dati multimediali, consentendo agli operatori di acquisire firme, immagini a colori e video, essendo equipaggiato con la tecnologia Adaptus® Imaging. Questo modello dispone inoltre di molteplici strumenti di comunicazione, tra cui l’instant messenger, la posta elettronica, un browser web, una navigazione vocale e altri, per consentire a chi lavora sul campo di restare connesso durante i vari turni. Dolphin 9700 supporta il sistema operativo Windows Mobile 6.5 e dispone di un ampio schermo ad alta risoluzione da 3,7”, nonché due opzioni per la tastiera, alfanumerica a 31 tasti o QWERTY da 45 tasti. La navigazione via voce e il supporto dell’Assisted GPS (A-GPS), che migliora la connessione con il satellite e consente di abbattere i tempi necessari alla prima localizzazione anche in aree con segnali deboli. Dolphin 9700 è disponibile anche nella versione con involucro esterno disinfettabile, resistente all’utilizzo dei disinfettanti chimici utilizzati in ambiente sanitario. Il 9700 è dotato del software Honeywell Scanning & Mobility che consente di ridurre il tempo e i costi legati allo sviluppo, alle operazioni di system integration e all’implementazione. Soluzioni software quali SOTI MobiControl, Naurtech CETerm, PowerNet™ Twin Client, e ITScriptNet™ sono compatibili con Dolphin 9700, e forniscono maggiore semplicità nell’integrazione, gestione centralizzata e funzionalità estese.

Postato in News da Andrea Petoletti

E-commerce: cresce in tutta Europa

mercoledì 3 febbraio 2010 13.43.21 Europe/Paris

E-commerce: cresce in tutta Europa

I dati arrivano da una ricerca commissionata da Kelkoo in 12 Paesi europei.


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Parigi, 01 febbraio - Le vendite in Internet sono salite in Europa del 22% nel 2009 e, secondo una ricerca in dodici Paesi commissionata dalla societa' specialista in comparazioni Kelkoo e realizzata dalla britannica Centre for Retail Research, quest'anno dovrebbe crescere di un altro 20%.

Malgrado la crisi l'e-commerce in Europa si e' attestato lo scorso anno a 143,7 miliardi (era di appena 44,7 miliardi nel 2003), il 4,7% delle vendite al dettaglio.

L'Italia, in uno dei settori dell'economia che segna la piu' forte crescita in Europa, e' in netto ritardo.

La recessione, secondo la ricerca, paradossalmente ha contribuito all'aumento del commercio elettronico in quanto ha spinto i consumatori a cercare i prezzi piu' convenienti proprio nel web.

In Francia le vendite sono balzate del 33% a 24,7 miliardi e in sintonia sono le performance registrate in Gran Bretagna (salite a 42,7 miliardi) e in Germania (a 33,4 miliardi).

Il peso di questi tre Paesi, che nel 2009 hanno rappresentato il 70% dell'e-commerce europeo, e' destinato a consolidarsi quest'anno: il settore dovrebbe crescere del 31,4% in Francia, del 12,4% in Gran Bretagna e del 17,2% in Germania.

Dalla ricerca emerge che nel 2010, nel Vecchio Continente, il commercio elettronico dovrebbe crescere del 19,6% a fronte del piu' modesto +1,4% atteso per le vendite al dettaglio nel loro complesso. L'Italia, come la Spagna, non appare in cima a questa classifica.
 
L'e-commerce ha ormai toccato il 9,5% delle vendite in Gran Bretagna, il 6,9% in Germania e il 4,9% in Francia, mentre in Spagna questa percentuale si abbassa all'1% e in Italia addirittura allo 0,8%. In questi ultimi due Paesi, secondo quanto emerge dalla ricerca, mancano sia un sistema di consegna rapido ed efficace sia la cultura della vendita a distanza.

Le enormi differenze di dimensione e di crescita del commercio elettronico vengono anche spiegate con il tasso di collegamento alla rete: se in media il 64% delle case europee e' collegato al web (52,3% a banda larga), l'Olanda e molti Paesi nordici guidano questa classifica con l'80%, la Germania e la Gran Bretagna rispettivamente con il 75% e il 71%, la Francia con il 62%. L' Italia, la Polonia e la Spagna sono in ritardo con tassi che vanno dal 47 al 51%.

Postato in News da Andrea Petoletti

Motorola MC9500-K - PDA industriale con supporto per il mobile networks

lunedì 28 settembre 2009 18.33.20 Europe/Paris

Motorola ha annunciato il nuovo terminale portatile MC9500-K, pensato principalmente per gli operatori impiegati
nei settori della logistica, della spedizione pacchi/posta, della consegna diretta ai negozi (DSD), dell'assistenza sul campo, della pubblica sicurezza e dell'automazione della forza vendite.

Motorola MC9500-K

Il prodotto finale è un dispositivo completamente nuovo e all'avanguardia, dotato di un set di funzioni uniche che definisce un nuovo traguardo nel settore del mobile computing robusto. Il dispositivo MC9500-K presenta una struttura ancora più resistente, un numero maggiore di opzioni di acquisizione dati, più informazioni, una maggiore potenza di elaborazione e una maggiore ergonomia, tutte caratteristiche comprese in un fattore di forma più sottile, leggero e semplice da usare, in grado di offrire un approccio completamente nuovo alla gestione degli accessori, della batteria e del magazzino.

Per maggiori approfondimenti su caratteristiche e prezzi visita la pagina dedicata.

Postato in News da Andrea Petoletti

Trasferimento termico o termico diretto?

lunedì 7 settembre 2009 11.10.31 Europe/Paris

Spesso durante la scelta di una stampante per etichette e barcode nasce il dubbio sul metodo di stampa da adottare: trasferimento termico o termico diretto?
La differenza a non addetti ai lavori può non essere chiara, con questo post cercheremo di fugare tutti i dubbi.

Iniziamo col dire che la tecnologia utilizzata e' concettualmente molto simile: la testina di stampa, composta da resistenze termiche, scalda le zone ove deve avvenire il trasferimento termico del simbolo.


Stampanti termiche dirette
Le stampanti termiche hanno bisogno di un'etichetta di un tipo speciale sensibile al calore (carta chimica) che reagisce al riscaldamento della testina colorandosi: il passaggio sotto la testina  termica della stampante impressiona l'etichetta senza l'aggiunta di alcun supporto di inchiostrazione e per questo motivo la tecnologia viene chiamata "stampa termica diretta".
Le stampanti termiche sono semplici ed economiche, vengono utilizzate nei settori dove l'etichetta ha una vita breve (mediamente due anni); l'etichetta non è adatta all'esposizione ad agenti atmosferici, ed è molto sensibile al calore (si cancellano come avviene con gli scontrini fiscali su carta termica).
Con questa tecnologia è possibile stampare solo etichette con caratteri di color nero.


Stampanti a trasferimento termico
Le stampanti a trasferimento termico possono stampare indifferentemente su carta termica, o su carta normale ed altri materiali utilizzando un nastro termico o Ribbon composto da cera e/o resina; il Ribbon generalmente di colore nero passa tra la testina termica della stampante e l'etichetta, la testina scaldandosi trasferisce la cera/resina sull'etichetta rendendo la stampa piu' o meno resistente nel tempo secondo la composizione del Ribbon (la cera è economica, la resina è più costosa ma ha durata superiore).
La stampa a trasferimento termico consente di stampare una vasta tipologia di etichette presentando caratteristiche di brillantezza, di durata e di resistenza in funzione del tipo di Ribbon e del tipo di materiale che compone l'etichetta.
Con il metodo a trasferimento termico è possibile stampare oltre che sulla carta normale su materiali speciali e sintetici quali PVC, poliestere, metallo, acetato trasparente .....
Con questa tecnologia è possibile stampare etichette colorare utilizzando specifici ribbon.

Postato in News da Andrea Petoletti

Logistica o Logistiche?

sabato 29 agosto 2009 07.56.14 Europe/Paris

La Logistica Industriale è materia relativamente recente con una terminologia non ancora assestata. Si potranno pertanto incontrare diverse accezioni di logistica quali ad esempio: logistica aziendale, logistica distributiva (che si occupa soltanto della fase di distribuzione del prodotto), logistica commerciale, logistica interna o di fabbrica (che riguarda la movimentazione dei materiali all’interno dell’azienda), logistica esterna, e altre. In realtà quelli citati sono tutti rami della logistica industriale. La definizione di logistica industriale ha avuto una significativa evoluzione nel tempo. Nel corso degli anni ’80 la funzione logistica è andata progressivamente consolidandosi nelle aziende, qualificando il proprio intervento ed ottenendo considerevoli risultati attraverso l’integrazione della internal supply chain (approvvigionamento-produzione-distribuzione). La concezione della logistica negli anni ’80, concezione che oggi si può definire “tradizionale”, rispondeva ad una visione della competitività tra imprese sostanzialmente basata sulla efficienza interna delle imprese stesse. Il focus era posto sulla qualità dei prodotti e sul contenimento dei costi; la strategia per perseguire entrambi questi obiettivi era basata sull’integrazione della internal supply chain. Un modello concettuale della logistica all’epoca largamente condiviso è stato quello noto come logistics pipeline. In sostanza la missione della logistica era principalmente rivolta al coordinamento delle funzioni che all’interno dell’azienda gestivano, tradizionalmente in modo autonomo e spesso conflittuale tra loro, il flusso dei materiali e delle relative informazioni, ossia le funzioni: approvvigionamenti, produzione, distribuzione. La concezione in esame traspare chiaramente anche dalle definizioni di logistica assunte all’epoca dalle diverse associazioni nazionali del settore. Per tutte si può citare quella approvata nel 1985 all’atto della trasformazione del National Council of Physical Distribution Management nell’attuale Council of Logistics Management (USA) e tuttora in vigore: “Il processo di pianificazione, implementazione e controllo di un efficiente ed efficace flusso e immagazzinamento di materie prime, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti e delle relative informazioni dal punto di origine al punto di consumo allo scopo di soddisfare le esigenze dei clienti”.

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Postato in News da Andrea Petoletti

Logistica: utilizzo improprio della terminologia

sabato 29 agosto 2009 07.52.14 Europe/Paris

Spesso, passando dai siti web, ai convegni fino ad arrivare alle aziende stesse ed alla definizione del loro core business, sfugge quanto il termine logistica sia spesso utilizzato in modo improprio. Un esempio eclatante sono il numero spropositato delle aziende di autotrasporto, le quali, anziché dire chiaramente che appunto "trasportano" solamente beni, si elevano ( ma con questo non intendo mancare di rispetto agli autotrasportatori) ad aziende di logistica.... ebbene, sappiamo tutti che la movimentazione delle merci è solo una fase di un processo logistico, e per questo motivo penso sia buona cosa restituire il giusto significato a questo termine partendo dalla sua definizione scientifico storica.
Da qui l'idea, tramite questo blog, di pubblicare la storia di questa affascinate, ed a tutti gli effetti, scienza.

1° puntata
In campo militare la logistica si è affermata come disciplina intorno alla metà del secolo scorso. La prima trattazione organica della materia è quasi certamente rappresentata dal capitolo VI “Sur la logistique, ou art pratique de mouvoir les armees” contenuto nell’opera “Précis de l’art de la guerre” del Barone De Jomini, pubblicata a Bruxelles nel 1838. Nel suddetto capitolo è presentata la probabile origine del termine logistica: “la parola logistica deriva dal nome del generale maggiore dell’accampamento, una specie di ufficiale che aveva un tempo la funzione di accampare le truppe, di dirigere le colonne e di posizionarle sul terreno”. La definizione che ne dà il Dizionario Enciclopedico Treccani (1957) è: “la logistica è quel ramo dell’arte militare che provvede in guerra a muovere l’esercito ed a rifornirlo di quanto necessario”. In tempi più recenti la NATO ha dato la seguente definizione di logistica: “la scienza di pianificare e condurre la movimentazione ed il mantenimento delle armate. Nella sua accezione più vasta comprende quegli aspetti delle operazioni militari che riguardano: progettazione e sviluppo, acquisizione, immagazzinamento, distribuzione, mantenimento, evacuazione ed eliminazione dei materiali; movimentazione, evacuazione e alloggiamento del personale; acquisizione o costruzione, mantenimento, funzionamento ed eliminazione di impianti; acquisizione o prestazione di servizi.” .... segue alla prossima puntata.

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Postato in News da Andrea Petoletti

Chi è il logistico?

sabato 29 agosto 2009 07.38.54 Europe/Paris

Parliamo sempre di logistica, ma raramente ci soffermiamo su un altro tema, che è forse più importante: “il logistico”. La persona che lavora nella logistica, che studi ha fatto, da dove ha cominciato, che cosa fa praticamente, come si è evoluta la sua carriera, che prospettive ha, che consigli può dare ai più giovani. E questo argomento può essere anche inquadrato nel discorso più ampio delle professioni intellettuali, come sono riconosciute oggi.
Possiamo dire che l’energia vitale dell’impresa è data proprio dalle professioni, e che tra queste sono moltissime le nuove, quali appunto quella del logistico (ma poi ci può essere l’esperto di marketing, il consulente di management, l’informatico, il pubblicitario, e così via). Nuove professioni che si intrecciano con quelle tradizionali di ingegnere, commercialista o avvocato, e che ci fanno vedere l’impresa oggi secondo un nuovo modello: l’impresa della conoscenza, un network di professioni. E il successo dell’impresa dipende anche in forte misura dalla capacità di intrecciare le diverse professioni.
Dopo questa premessa torniamo a parlare della professione del logistico, che è proprio una tra le nuove professioni, ma che ormai è largamente diffusa e affermata.


La funzione logistica, un breve cenno sulla sua nascita e sulla sua evoluzione

Abbiamo appena detto che la
logistica è una funzione giovane: solo negli anni ‘60 del secolo scorso, perciò circa 50 anni fa, si era cominciato a parlare di distribuzione fisica perché si era compresa la convenienza di riunire sotto una unica responsabilità sia le operazioni di immagazzinamento che quelle relative al trasporto, fino alla consegna al cliente; solo all’inizio degli anni ’70 troviamo nell’organizzazione di varie aziende la funzione logistica come l’intendiamo oggi. Sappiamo tutti che le singole funzioni della logistica, proprio quelle classiche degli immagazzinamenti, dei trasporti o della gestione delle scorte, sono funzioni vecchie come la civiltà umana: la novità è stata quella di dire che tutto il ciclo logistico deve essere gestito in maniera integrata, superando le classiche organizzazioni funzionali.
Negli ultimi decenni del secolo scorso si sono sempre più diffusi i concetti logistici, e analogamente l’introduzione di una funzione
logistica in un sempre maggiore numero di aziende. Negli anni ’70 i giapponesi introducono nell’industria automobilistica i principi del Just-in-Time, con la produzione che ora è tirata e con una grande attenzione verso la riduzione delle scorte e verso l’integrazione con i fornitori; questi principi si diffonderanno tra noi nei due decenni successivi, ad esempio con l’iniziativa ECR nel settore dei beni di consumo o con l’introduzione del lean manufacturing nelle aziende produttive. Intanto sono sempre più di attualità i fornitori di servizi di distribuzione e molte aziende trovano conveniente l’affidamento a terzi di tutta la parte operativa della logistica, con l’obiettivo finale di rendere meno pesante la gestione aziendale.
Non dimentichiamo infine che l’evoluzione della
logistica è stata strettamente legata all’evoluzione dei sistemi informativi e di quelli di comunicazione. Infine notiamo la sempre maggiore sensibilità ai problemi ecologici, in particolare con riferimento al problema degli imballi (che poi finiscono a rifiuto) e a quello dei trasporti (che causano intasamenti piuttosto che emissioni nell’atmosfera). Le tendenze di oggi, in Italia come negli altri paesi, vanno verso una migliore organizzazione e verso la capacità di gestire sistemi su scala mondiale, poi verso una maggiore integrazione con clienti e fornitori, sistemi di immagazzinamento più evoluti, sistemi informativi più efficienti; indispensabile sempre una grande attenzione al servizio al cliente.


L’insegnamento della logistica

Ma come si prepara per la sua professione il futuro logistico?
Rifacendo un po’ di storia, è soprattutto nelle università inglesi e americane che troviamo i primi corsi di distribuzione fisica e poi di
logistica (anni ’60 e ’70), mentre in Italia la situazione è completamente diversa, la conoscenza della logistica viene portata avanti dai professionisti che lavorano nelle aziende o nelle società di consulenza, quelli che gli inglesi chiamano practitioneeers; solo nel 1985 inizia un insegnamento di logistica presso il Politecnico di Milano ma poi rapidamente in tutte le scuole di ingegneria e nelle facoltà di economia si insegnerà la nostra materia, mentre vi saranno anche corsi relativi ai singoli settori della logistica, per esempio di trasporti o di gestione scorte o di magazzini. Abbiamo poi i master, dove per tre o sei mesi si parla in aula di logistica, poi si fa uno stage in azienda, e a questo punto la preparazione è veramente completa.
Ma ricominciamo da capo: che cosa deve veramente sapere, quali conoscenze deve avere la persona che entra nel settore logistico? Per quanto detto sopra, se è un laureato in ingegneria o in materie economiche, un corso di
logistica lo avrà fatto e sarà pertanto padrone dei fondamenti della materia; potrà approfondire i singoli settori frequentando corsi specializzati anche brevi quali sono offerti da varie organizzazioni. Un po’ di informatica e un po’ di matematica non fanno male. Se poi ha anche frequentato un master, come sopra detto, vorremmo dire che è quasi un po’ sovradimensionato rispetto a quelle che saranno le prime prospettive di lavoro e i problemi pratici che dovrà a affrontare.
Se infatti non va a lavorare nell’ufficio studi di un grosso 3PL internazionale, vediamo il giovane logistico che ad esempio si troverà a gestire un magazzino o una funzione di distribuzione. Dovrà gestire una decina o una ventina di persone, conoscendo un sacco di teorie ma senza che nessuno gli abbia insegnato qualcosa sui rapporti interpersonali o su quelli sindacali, e qualche volta potrà avere qualche momento di crisi. Oppure a un certo momento si verrà a trovare con una modesta disponibilità di palette vuote, necessarie per immagazzinare il prodotto versato in continuità dalla produzione, e il problema centrale della giornata, da risolvere immediatamente se vuole sopravvivere, si ridurrà a quello di saperle cercare presso i depositi o i clienti che ritardano la restituzione! Non è necessario comunque che sia sempre un laureato perché molte cose si imparano dalla pratica e si possono meglio approfondire frequentando brevi corsi, come già detto; però saranno importantissimi gli scambi di idee sia con colleghi che lavorano nello stesso settore merceologico che con quelli che riportano esperienze di altri settori, la partecipazione a convegni e seminari e in genere alle attività delle associazioni culturali del settore. Nessun problema di testi di
logistica, ne trova quanti ne vuole. Da notare che inesorabilmente una grossa criticità nella gestione sta diventando il settore del trasporto: il prezzo del gasolio subisce alti e bassi, di infrastrutture se ne costruiscono poche mentre quelle esistenti sono sempre più intasate, il costo del solo trasporto per molte aziende rappresenta largamente più della metà dei costi complessivi della logistica, e gli sforzi per ridurlo risultano molto difficili.


Le possibilità di lavoro nel settore logistico

Dovremmo cominciare con il dire che le possibilità di lavoro nel nostro settore sono piuttosto numerose e variegate. Tanto per iniziare, vediamo che il nostro professionista potrà lavorare in un’azienda produttiva ovvero in una azienda commerciale o della grande distribuzione, e in queste aziende potrà avere la responsabilità della gestione di un settore della
logistica, per esempio il magazzino, la gestione delle scorte o i trasporti, o più avanti nella carriera la responsabilità completa della funzione. L’altro settore nel quale potrà trovare impiego è quello delle aziende che forniscono servizi alla logistica, e perciò nelle aziende di trasporto ovvero anche presso un operatore logistico, quale quelli che forniscono servizi completi di distribuzione. E non è da dimenticare il settore della consulenza.
Le diverse esperienze si possono anche incrociare, andando incontro a interessanti sviluppi della carriera. Supponiamo infatti che il nostro professionista, dopo aver lavorato per alcuni anni appunto in una azienda produttiva o distributiva, passi a un’azienda di trasporto o a una che fornisce servizi per la
logistica. Avrà allora il vantaggio di conoscere in maniera molto dettagliata quali sono le necessità e il modo di ragionare di quelli che adesso stanno diventando i suoi nuovi clienti. Ma può succedere anche il viceversa, che cioè si trovi a passare da un’azienda che forniva servizi a un’altra che ne era cliente, e allora sa sicuramente come muoversi nel mondo dei fornitori. In entrambi i casi le esperienze precedentemente accumulate si riveleranno veramente preziose. Discorso analogo infine per quanto riguarda il settore della consulenza: troviamo molti casi di consulenti che sono diventati poi operativi in aziende produttive, o viceversa di professionisti con esperienze in aziende produttive che sono passati nel campo della consulenza.
Un secondo discorso è invece quello relativo al tipo di business nel quale opera l’azienda del nostro professionista. Ci si chiede: si deve sempre rimanere in aziende dello stesso settore merceologico, ovvero è possibile, nello sviluppo della carriera, passare a occuparsi di
logistica in aziende di settori merceologici completamente diversi? La risposta ce la fornisce l’esperienza pratica. Troviamo infatti molti professionisti che sono passati, nel cambiare azienda, da un settore all’altro con la massima facilità, ma conviene vedere più in dettaglio questi problemi.
Dobbiamo tanto per cominciare dire che non è necessario che il logistico conosca a fondo i processi di produzione dell’azienda, questi sono monopolio degli specialisti: troveremo infatti in una raffineria esperti chimici che faranno funzionare gli impianti di raffinazione, in una industria alimentare vi saranno specialisti della produzione della pasta piuttosto che dei biscotti, e analogamente grossi specialisti del settore in una azienda elettronica. Quando il nostro logistico arriva in una nuova azienda, gli sarà sufficiente una conoscenza approssimata della produzione, quella che potrà permettergli poi di gestirne la programmazione, mentre dovrà invece imparare a conoscere bene il mercato dell’approvvigionamento e i fornitori, e sull’altro versante il ciclo della distribuzione dei prodotti finiti e le esigenze dei clienti. Fondamentale capire quale servizio viene richiesto. Se poi dovrà lavorare a stretto contatto con fornitori e/o clienti in un sistema di supply chain management, a maggior ragione ne dovrà conoscere le caratteristiche operative. Nella pratica, ripetiamo che abbiamo visto molti logistici fare carriera lavorando in tempi successivi in settori merceologici assolutamente diversi, passando dai farmaceutici agli alimentari, dai chimici alla grande distribuzione: questo vuol dire che pochi mesi nella nuova azienda sono sufficienti per imparare quanto attiene alla nuova merceologia, mentre quelli che occorre avere ben chiari sono i principi della gestione
logistica, che poi con certi adattamenti si possono applicare dappertutto!
Non si può perciò che concludere che la professione del logistico offre numerose e diversificate possibilità di impiego, in svariati tipi di aziende.
Tutto quanto sopra detto viene confermato se intervistiamo vari logistici di successo. Possiamo trovare esempi di vari iter di sviluppo professionale, per esempio ne vediamo uno che è rimasto sempre nella stessa azienda, assumendo però responsabilità sempre crescenti. Ha iniziato per qualche anno come responsabile del magazzino, poi si è occupato di distribuzione; successivamente per un altro periodo è stato responsabile della produzione, quindi, dopo una quindicina di anni di esperienze diverse, ha assunto la responsabilità di tutta la funzione
logistica, evidentemente a questo punto la preparazione e l’esperienza erano complete. Un’altro ha seguito analoghe vicende, solo che nel primo periodo lavorava in una prima azienda, nel secondo è passato in una seconda, e infine è divenuto responsabile della logistica di un’altra azienda ancora. Si tratta sempre di esperienze complete. In altri casi troviamo professionisti che hanno lavorato per alcuni anni nella consulenza mentre poi sono diventati i responsabili della logistica in una delle aziende nelle quali avevano lavorato come consulenti, ma analogamente troviamo anche numerosi esempi di professionisti che, dopo esperienze di lavoro presso aziende produttrici o distributrici, sono passati a esplicare la loro attività in aziende fornitrici di servizi, o viceversa.
Possono essere ancora più interessanti le esperienze nelle aziende multinazionali, dove talora si susseguono periodi di lavoro di tre - quattro anni in consociate poste in paesi diversi, ottenendo così visioni sempre più ampie della molteplicità dei problemi logistici.


Le caratteristiche personali

Per cominciare, conviene ricordare che la figura del logistico risale ai tempi nei quali si è vista la convenienza di avere un unico responsabile dell’operatività aziendale, che veniva inserito per così dire in maniera trasversale tra le classiche funzioni dell’approvvigionamento, della produzione e del marketing. Ovviamente conferendogli, da parte della direzione aziendale, l’autorità necessaria. Per una persona di questo genere risulta allora fondamentale la capacità di relazione, l’attitudine alla collaborazione e la capacità di conciliare le esigenze, anche in parte conflittuali, di funzioni diverse, senza però perdere di vista la necessità di mantenere un coordinamento centralizzato dell’operatività. Caratteristiche di questo genere sono ancor più necessarie nei casi nei quali ci si trova a gestire una supply chain integrata con i fornitori e/o con i clienti, perché allora si devono saper mantenere dei rapporti operativi corretti non solo con funzioni della propria azienda, ma anche con aziende esterne. Possiamo dire che per svolgere correttamente attività di questo genere è necessario avere un carattere forte, ma agire con un guanto di velluto. Ovviamente è necessario un grande spirito organizzativo e di coordinamento, visto che spesso è necessario provvedere alla gestione di strutture anche molto decentrate e geograficamente lontane, e inoltre occorre una grande capacità a lavorare in gruppo. Indispensabile una forte motivazione al servizio al cliente, perché in questo caso se ne è responsabili in prima persona: di conseguenza occorre una buona capacità di contatto con il mercato, registrando i feed-back delle proprie attività, e analogamente una buona capacità nel cogliere le tendenze e le nuove necessità. Decisiva infine la capacità di sapersi mantenere aggiornati in una settore che è in continuo cambiamento.

L’associazione che per prima ha rappresentato in Italia i professionisti della logistica è l’AILOG, Associazione Italiana di Logistica e di Supply Chain Management, costituita nel 1978, oltre trenta anni fa. Erano allora gli anni nei quali i concetti della logistica erano in fase di maturazione mentre la cultura logistica si stava diffondendo; inoltre, visto che non vi erano ancora insegnamenti universitari di logistica, per vari anni è stata proprio l’associazione a diffondere la cultura specialistica nel nostro paese. Dopo pochi anni ci si ritrova a livello europeo, in una dozzina di Associazioni dei vari paesi dell’Europa, e si forma la Federazione delle Associazioni di logistica, l’ELA, European Logistics Association, con sede a Bruxelles: l’ELA agisce come interlocutore con la Comunità Europea e organizza essa pure varie manifestazioni. Ecco che così ci si conosce a livello internazionale e si possono scambiare esperienze e attività.
Molti non conoscono quella che è la struttura e il modo di operare di una associazione culturale, ma è facile descriverlo. La si può assimilare a una piccola impresa, e infatti ritroviamo in piccolo tutti i problemi organizzativi di un’azienda, come quelli del marketing o quelli amministrativi: se vogliamo arrivare a una buona gestione di questa piccola azienda è necessario che i componenti del consiglio direttivo che ne sono responsabili esercitino all’interno della stessa lo stesso spirito imprenditoriale di una grande azienda, stando molto attenti tra l’altro agli aspetti amministrativi e finanziari.
Fatte queste premesse potremmo domandarci: ma il professionista della logistica, del quale sinora abbiamo seguito la formazione, le possibilità di lavoro e di sviluppo della carriera, quando comincia a interessarsi a una associazione, a frequentarne le riunioni, o i seminari, o le giornate di studio, o i corsi di formazione; quale ritorno ha del tempo che ci dedica (e anche del poco denaro che può impiegarci)? Ci sembra di poter rispondere a questo interrogativo dicendo che risulta veramente importante lo scambio delle esperienze con le altre persone che sono nella stessa professione: possono essere colleghi che operano sempre nel nostro settore come altri che lavorano in settori diversi: in ogni caso impareremo cose nuove e potremo trovare molti spunti di miglioramento da portare nella nostra azienda. Potremo incontrare i rappresentanti di fornitori, già operanti con noi o soltanto potenziali, e sarà più agevole parlare con gli stessi in un ambiente neutro piuttosto che in sede di una impegnativa trattativa economica. Non è tempo perso quello che viene dedicato alla vita di una associazione, perché il ritorno è un arricchimento culturale. E se poi ci appassioneremo e vorremo dedicarci a seguire la amministrazione di una (se pur piccola) associazione, la troveremo anche una attività fortemente motivante.
Per finire questo breve discorso sulla attività delle associazioni culturali, osserviamo che qualche volta desta meraviglia il contrasto evidente che c’è tra la esiguità della loro organizzazione, da un lato, messo in contrapposizione alla capacità di saper mettere a discutere attorno allo stesso tavolo i migliori specialisti di un paese, in relazione appunto a un particolare settore di attività


Il logistico - (di Giovanbattista Marini, 30-07-2009) tratto da www.logisticamanagement.it

Postato in News da Andrea Petoletti